… O delle liste di proscrizione di Lega e Fratelli d’Italia

di Giancarlo Grassi #maiconsalvini twitter@gaiaitaliacom #maiconmeloni

 

Dopo la storiella delle multe che verranno comminate nel modenese – nella cittadina piastrellara di Sassuolo, per la precisione – a chi elargirà elemosine, decisione presa dalla giunta dei bravi cattolici presieduta dal Sindaco baciapile il leghista Menani, misura splendidamente descritta dal virgulto del leghismo locale tal Gasparini, baciati d alla gloria di essere capogruppo salviniano, ed autore dell’aforisma che descrive il “registro informale per segnalare chi fa la carità” nel leggerissimamente incolto paesucolo dove una piastrella conta – per la Lega –  quasi come una vita umana. Forse un po’ di più.

La giunta dell’amorevole cittadina in questione, dopo il registro che non è proprio un registro, perché è informale, ma è anche un registro perché si fa la lista dei cattivi, descrive chiaramente il gioco forcaiolista dei neo sovranisti – conosciuti anche come sovra-onanisti per via del piacere che provano a sentirsi tali – dediti più alle liste di proscrizione che al buon governo.

La naturale tendenza della destra italiana viene esaltata nei suoi amarissimi sapori da molte diverse vicende di esponenti di Fratelli d’Italia e Lega di Salvini, partiti i cui leader vivono perennemente col dito puntato per additare questo quel colpevole, non potendo per ragioni costituzionali usare il fucile. che fa anche rumore e di notte sveglia la gente e fa venire sospetti.

Fratelli d’Italia ad esempio, la cui leader biondo-Le Pen sbraita ad ogni piè sospinto sulla colpevolezza di qualcuno, ha collezionato cinque indagati per mafia in otto mesi, una sindaca indagata per corruzione nel bresciano qualche giorno, ma di questi fatterelli poco ha detto troppo impegnata a parlare male di governi, migranti, misure contro il Covid-19, famiglie omogenitoriali, Unione Europea, Mes, coppie gay, coppie lesbiche, e a gridare dalle piazze “sono Giorgia”, come se qualcuno potesse in qualche modo dimenticarsene.
Il suo sodale di sovranismo Salvini, quello con il quale vota in Europa contro l’elargizione europea di denari che servono all’Italia, per poi venire in Italia a dire che è colpa dell’Europa in un giochino insopportabile che è quello di nascondere le loro alleanze anti-italiane al parlamento europeo sbugiardate persino da Berlusconi; mentre infuria l’epidemia in Lombardia ed in Piemonte e lui non dice una parola in ricordo delle persone stroncate dal Covid-19, continua con il suo gioco a chi la spara più grossa così da far dimenticare che il presidente della Lombardia sarà sentito dai giudici il 13 maggio, che il suo assessore Gallera è sotto mozione di sfiducia e, dopo la prima sfuriata propagandistica ad uso dei disinformati e di chi è disposto a farsi disinformare, ha smesso anche di dire che lui stesso è stato convocato dai giudici per essere riuscito ad andare contro ad un decreto che addirittura porta il suo nome.

Basta poco per capire che dietro alle grida di Meloni e alle bufale di Salvini si nasconde il più pericoloso ed ipocrita disegno illiberale del dopoguerra che si ispira direttamente alla sospensione di diritti voluta da Orbán in Ungheria e dal primo ministro sloveno, a loro volta sostenute fortemente da quel Putin ispiratore delle democrazie illiberali da esportazione nei paesi dell’ex Patto di Varsavia o ex satelliti della mai troppo morta Unione Sovietica.

Liste di proscrizione, divisione delle società in buoni e cattivi (i buoni sono i loro elettori), divisione sociali, religione usata come scudo teocratico e nessun programma che non sia mirato, tramite fandonie e mistificazioni della realtà, a modificare le leggi per piegare la società al loro disegno illiberale. Tutto nascosto dietro sorrisi e selfie.

Liste di proscrizione? Mai detto che ci siano. Mai scritto di averle lette. Sono tutte lì, negli intenti. E se non sono ancora reali è perché c’è chi grida meno di loro e agisce quando è il momento.

 

(4 maggio 2020)

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